Stai concimando troppo i pomodori: ecco l’errore che brucia il raccolto e la frequenza esatta

C’è un momento, nell’orto, in cui ti senti quasi eroico: vedi i pomodori un po’ pallidi, pensi “serve una spinta”, prendi il concime e abbondi. Ecco, proprio lì spesso nasce il problema. Perché con i pomodori l’entusiasmo, quando passa dal cuore al fertilizzante, può trasformarsi in un raccolto bello a vedersi, ma povero da mangiare. O peggio, bruciato sul nascere.

L’errore che “brucia” davvero: troppo concime, soprattutto azoto

Il punto non è concimare, è concimare troppo e farlo con prodotti ad alto contenuto di azoto. L’azoto è fantastico per far crescere foglie e fusti, ma i pomodori non sono una pianta ornamentale. Se li spingi in quella direzione, loro obbediscono: diventano verdissimi, vigorosi, “giganti”. Poi però i fiori cadono, i frutti tardano, e la produzione si spegne.

In parallelo succede qualcosa di più silenzioso e pericoloso: i fertilizzanti aumentano la concentrazione di sali nel terreno. Se esageri, questi sali richiamano acqua e disidratano le radici, causando la classica bruciatura radicale. E una radice stressata non assorbe bene acqua e calcio, aprendo la strada ad altri guai.

I segnali che stai esagerando (prima che sia tardi)

Ci sono sintomi che, una volta imparati, ti fanno dire “ok, basta concime” senza aspettare il disastro:

  • Foglie enormi e pianta molto alta, ma pochi fiori e pochi frutti (troppo azoto).
  • Maturazione lenta e frutti che non colorano in modo uniforme.
  • Margini delle foglie secchi, pianta che sembra assetata anche se irrighi (possibile stress salino).
  • Crescita tenera e “succosa”, più facile preda di parassiti e malattie (pianta meno resistente).
  • Comparsa di marciume apicale, il famoso “culo nero”, spesso legato a squilibri nutrizionali e difficoltà di assorbimento del calcio, aggravate da eccessi e irrigazioni irregolari.

Se il terreno è già ricco o hai usato compost maturo, basta poco per superare il limite.

Perché l’eccesso di concime peggiora anche il “culo nero”

Il marciume apicale non è semplicemente “mancanza di calcio nel terreno”. Spesso il calcio c’è, ma la pianta non riesce a portarlo dove serve. E qui entrano in scena due nemici: sali in eccesso e irrigazioni discontinue. Se concimi troppo (specie con prodotti concentrati), aumenti la competizione tra ioni nel suolo e crei stress idrico alle radici. Risultato: il calcio viaggia male e il frutto paga il prezzo.

A proposito, se vuoi capire il meccanismo di base dei nutrienti, è utile dare un’occhiata alla concimazione, giusto per farti un’idea del perché “di più” non significhi “meglio”.

La frequenza esatta: una regola semplice (e realistica) per l’orto

La frequenza cambia in base a suolo e prodotto, ma per evitare l’errore più comune ti propongo una linea guida pratica, molto usata negli orti familiari:

  1. Alla messa a dimora: niente bombe di fertilizzante vicino alle radici. Se vuoi, incorpora nel terreno un ammendante ben maturo (compost) o un prodotto a lento rilascio, leggero.
  2. Dopo 10-14 giorni dal trapianto: solo se la pianta riparte bene, una concimazione leggera.
  3. Da inizio fioritura in poi: ogni 14 giorni (non più spesso) con un fertilizzante più bilanciato o orientato a fosforo e potassio, evitando eccessi di azoto.
  4. Se usi un liquido: resta su una volta ogni 14 giorni, a dose ridotta rispetto all’etichetta se il terreno è già fertile.

Se noti foglie “troppo felici” e pochi fiori, allunga a ogni 21 giorni o sospendi per un paio di settimane.

Come evitare il danno: mosse piccole, ma decisive

  • Segui sempre le istruzioni del produttore, soprattutto per i concentrati.
  • Preferisci fertilizzanti a basso azoto (o comunque non “solo azoto”).
  • Non mettere concime a contatto con le radici, distribuiscilo a distanza e poi irriga.
  • Scegli prodotti a lento rilascio, più difficili da sovradosare.
  • Cura il drenaggio e mantieni irrigazioni regolari, senza alternare secco e allagato.

Se hai già concimato troppo: cosa fare subito

Se sospetti un eccesso, la cosa più efficace è semplice: fermati. Poi:

  • Irriga in modo controllato per alcuni giorni, aiutando a diluire i sali (senza creare ristagni).
  • Rimuovi eventuali granuli visibili in superficie.
  • Evita altri concimi finché la pianta non mostra ripresa e una fioritura stabile.

Il paradosso dell’orto è questo: i pomodori rendono di più quando ti fidi del loro ritmo. Un po’ di nutrimento serve, certo, ma la vera “frequenza esatta” è quella che non li costringe a crescere a forza. Quando li lasci lavorare bene, il raccolto si fa sentire, eccome.

Redazione Viaggi Notizie

Redazione Viaggi Notizie

Articoli: 53

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *