Allerta canone Rai 2026: ecco chi non dovrà più pagarlo (forse ci sei anche tu)

Ti è mai capitato di aprire la bolletta e notare quell’addebito che ormai sembra “di casa”, anche se non ricordi di averlo scelto? Il canone Rai funziona proprio così: discreto, regolare, quasi inevitabile. Eppure nel 2026, pur restando a 90 euro annui, c’è una piccola porta laterale che alcune persone possono aprire per non pagarlo. La parte importante è capire se quella porta è anche la tua.

Quanto si paga davvero nel 2026 (e come finisce in bolletta)

Partiamo dal dato che conta: nel 2026 il canone Rai rimane a 90 euro. Nella maggior parte dei casi non lo versi con un pagamento “attivo”, perché l’importo viene addebitato automaticamente nella bolletta dell’energia elettrica.

Di solito lo trovi così:

  • 10 rate mensili da 9 euro
  • addebito in bolletta normalmente da gennaio a ottobre
  • il meccanismo scatta se hai un’utenza elettrica intestata per l’abitazione principale

Sembra semplice, ma è proprio questa automaticità a creare confusione, soprattutto per chi pensa di non doverlo o per chi non ha più un televisore in casa.

Chi può non pagarlo: le due strade principali

Qui si entra nel concreto. Le categorie più comuni che possono richiedere l’esenzione sono essenzialmente due.

1) Over 75 con reddito basso

La casistica più nota è quella degli over 75 anni con reddito inferiore a 8.000 euro. Se rientri in questa soglia (o ci rientra un tuo familiare), l’esenzione è una possibilità reale.

Attenzione: non basta “avere più di 75 anni”, conta anche la condizione reddituale. In pratica, è la combinazione età più reddito a fare la differenza.

2) Chi non possiede un apparecchio TV

Sembra banale, ma è la seconda grande via: se non hai un televisore, puoi presentare la dichiarazione sostitutiva di non detenzione per evitare l’addebito in bolletta.

È un passaggio che molte persone saltano perché danno per scontato che “se non ho la TV, non pago”. Purtroppo non funziona così: senza dichiarazione, l’addebito può arrivare lo stesso.

Le scadenze che cambiano tutto (e possono farti perdere mesi)

Qui, più che in altri temi, la tempistica è il vero ago della bilancia. La stessa richiesta, fatta con qualche settimana di ritardo, può valere molto meno.

Quando presenti la domandaCosa ottieni nel 2026
Entro il 31 gennaio 2026Esenzione per tutto l’anno
Dal 1° febbraio al 30 giugno 2026Esenzione solo per secondo semestre (luglio-dicembre)
Dopo il 30 giugno 2026Effetto dall’anno successivo

Il punto chiave è questo: se ti muovi tardi, non “recuperi” i mesi già passati. E il canone del primo semestre, in quel caso, resta dovuto.

Come fare domanda (senza impazzire)

La richiesta va inviata all’Agenzia delle Entrate, seguendo le modalità previste per l’esenzione o per la dichiarazione di non detenzione. Il consiglio più pratico che posso darti è di preparare prima i documenti, così non ti fermi a metà.

Tieni a portata:

  • documento d’identità e codice fiscale
  • documentazione reddituale, quando necessaria
  • eventuale certificazione ISEE, utile come supporto
  • copia della domanda inviata e ricevute (se presenti)

Anche se la procedura è lineare, conservare tutto è una piccola “assicurazione” nel caso arrivino controlli o richieste di chiarimento.

E se non hai l’utenza elettrica intestata?

C’è un caso meno discusso, ma frequente, ad esempio per seconde case, case in affitto con utenze non intestate, o situazioni familiari particolari. Se non hai un’utenza elettrica intestata per l’abitazione principale, il canone non passa dalla bolletta e può essere dovuto con pagamento tramite modello F24.

In altre parole, l’addebito automatico non significa che il canone “sparisca”, cambia solo il modo in cui viene richiesto.

La domanda finale: “forse ci sono anche io?”

Se hai più di 75 anni e un reddito sotto 8.000 euro, oppure se non possiedi una TV e presenti la dichiarazione nei tempi giusti, allora sì, potresti essere tra chi nel 2026 non dovrà pagare il canone. Il dettaglio che fa vincere o perdere la partita è uno solo: fare la richiesta entro le scadenze. Qui davvero, qualche giorno può valere 90 euro.

Redazione Viaggi Notizie

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