Cosa fare se il gatto smette di mangiare: le prime mosse da fare a casa prima del veterinario

Succede spesso all’improvviso: ti avvicini alla ciotola, la riempi come sempre, e il gatto ti guarda… poi se ne va. In quel momento parte l’ansia, perché lo sappiamo, un gatto che smette di mangiare non sta “facendo i capricci” come un umano. Di solito sta comunicando qualcosa, e vale la pena ascoltarlo subito.

Prima cosa: quanto tempo è che non mangia (e beve)?

Qui non serve indovinare, serve essere pratici. Prendi nota mentalmente dell’ultimo pasto vero e dell’ultima volta che hai visto bere.

  • Se sono passate meno di 12 ore, puoi provare alcune mosse a casa, monitorando da vicino.
  • Se si avvicina alle 18-24 ore senza cibo, non aspettare oltre.
  • Se non beve o vomita, la finestra si accorcia ancora.

Il motivo non è “allarmismo”: nei gatti il digiuno può innescare problemi seri, tra cui la lipidosi epatica, oltre a disidratazione e peggioramento rapido di condizioni dolorose (denti, stomaco, vie urinarie).

Le mosse più efficaci a casa, subito

L’obiettivo è semplice: aumentare l’odore, rendere il boccone facile, togliere stress. E farlo senza trasformare il pasto in una battaglia.

1) Scalda il cibo, ma nel modo giusto

Il naso del gatto guida l’appetito. Se l’odore è più intenso, spesso la curiosità torna.

  • Rendi il cibo tiepido, non caldo.
  • Mescola bene per evitare punti bollenti.
  • Se usi umido, bastano pochi secondi e poi una prova con il dito.

Paradossalmente, il cibo freddo di frigo è uno dei motivi più banali per cui alcuni gatti “snobbano” la ciotola.

2) Varia consistenze e proteine (senza fare caos)

A volte non è “il cibo”, è “la sensazione”: nausea, dolore in bocca, o fastidio a masticare. Offri opzioni più facili.

Prova a ruotare:

  • Mousse o paté, spesso più gestibili se ci sono fastidi dentali.
  • Straccetti o bocconcini in salsa, per invogliare con odore e texture.
  • Un mix temporaneo di umido e qualche crocchetta, se le gradisce.

Sulle proteine, alcuni gatti cambiano preferenza all’improvviso: pollo, tacchino, pesce, salmone. Se vuoi aggiungere un “profumo” extra, puoi usare piccolissime quantità di parmigiano, scaglie essiccate di carne o pesce, oppure lievito alimentare.

3) Ambiente sereno: la ciotola conta più di quanto sembri

Se c’è tensione in casa, un altro gatto invadente, rumori, o la ciotola scivola, alcuni felini smettono di mangiare per pura prudenza.

  • Ciotola pulita, sempre nello stesso punto.
  • Base antiscivolo e superficie stabile.
  • Zona tranquilla, lontana da lettiera e passaggi.
  • Se hai più animali, separa i pasti e chiudi una porta per qualche minuto.

Se non beve: come aiutarlo senza forzare

Quando manca anche l’acqua, si entra in un territorio più delicato. Puoi provare:

  • Un po’ di brodo di pollo o pesce (molto leggero, senza sale, cipolla o aromi).
  • Aumentare l’umido e aggiungere un cucchiaio d’acqua tiepida per renderlo più “zupposo”.

Evita l’approccio “o mangi o digiuni”: nei gatti spesso peggiora la situazione e aumenta lo stress.

Cose da evitare (anche se sembrano furbe)

Qui è facile fare danni in buona fede.

  • Non forzare il gatto a mangiare infilando cibo in bocca.
  • Non cambiare dieta in modo brusco se non è necessario, meglio una transizione graduale in 7-10 giorni quando la situazione è stabile.
  • Se assume farmaci regolari, evita di nasconderli nel cibo: rischi di creare avversione proprio verso l’alimento.

Quando chiamare il veterinario, senza rimandare

Considera urgente se:

  • Sono passate 18-24 ore senza mangiare.
  • Non beve, appare abbattuto, si nasconde, respira in modo strano.
  • Vomita ripetutamente, ha diarrea importante, o prova dolore.
  • Noti salivazione, alito forte, difficoltà a masticare, o miagolii insoliti.
  • Urina poco o sembra sforzarsi, perché può essere un’emergenza.

Il senso di queste “prime mosse” è guadagnare tempo in modo intelligente, non sostituire la diagnosi. Se il gatto non riparte a mangiare rapidamente, la scelta più sicura è farlo vedere: intervenire presto spesso significa cure più semplici, meno stress e un recupero molto più veloce.

Redazione Viaggi Notizie

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